Imen Ben Mohamed

“Sono cresciuta cresciuta respirando politica, praticamente l’ho insieme al latte del biberon”: si presenta così Imen Ben Mohamed ex deputata ed ex membro dell’Assemblea costituente tunisina. Nata in Tunisia nel 1984, a 15 anni insieme alla madre e ai fratelli si è trasferita insieme, per raggiungere il padre, oppositore di Ben Ali e per questo esule.

A Roma, dove Ben Mohamed è cresciuta, si è laureata in Cooperazione Internazionale allo Sviluppo Economico all’Università La Sapienza. E sempre in Italia ha iniziato anche lei ad interessarsi di politica e attivismo, impegnandosi a favore di battaglie per i diritti delle donne, delle seconde generazioni e dei prigionieri politici tunisini. Poi c’è stata la rivoluzione, che Ben Mohamed all’inizio ha potuto seguire solo a distanza attraverso i social.

Presto ha deciso di impegnarsi in prima linea e, sempre nel 2011, è stata eletta, con il partito Ennahdha, all’Assemblea Nazionale Costituente tunisina, dove ha partecipato alla scrittura della nuova Costituzione democratica per la nuova Repubblica, dopo la rivoluzione. Nelle elezioni legislative del 2014 è stata ricandidata come capolista per il partito Ennahda in Italia, ed è stata riconfermata come membro del parlamento tunisino, è ha fatto parte della commissione “Diritti, Libertà e Affari Esteri” ed è stata Membro dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (AP-UpM).

Come giovane donna, racconta Ben Mohamed, ricavarsi uno spazio in politica non è stato facile, ma alla fine è stata una grande soddisfazione. All’indomani del 2011, dice, la Tunisia ha fatto passi da gigante a tempo di record, a livello legislativo, ma per molte riforme è mancata l'implementazione e quella tunisina resta una società patriarcale.

Guardando alle politiche sempre più restrittive del presidente tunisino Kais Saied, Ben Mohamed è pessimista: “La situazione delle donne oggi mi ricorda quella dei tempi di Ben Ali, con le donne fortemente strumentalizzate in politica”. Basta guardare, spiega, alla nomina di Najla Bouden Romdhane che nell’ottobre 2021 è stata nominata dal presidente per la carica di primo ministro: un ruolo, spiega Ben Mohamed puramente di facciata.

“Senza democrazia - conclude - non ci sono diritti, né per le donne né per nessun altro”.

ASCOLTA L’INTERVISTA

Fotografia di copertina Ⓒ dpa

  • Continua con la storia di Neziha Labidi

    Ex Ministra degli Affari della Donna e della Famiglia dal 2016 al 2020